Friedrich von Hardenberg (in arte Novalis, uno pseudonimo che il poeta tedesco scelse rifacendosi al nome di un’antica tenuta di famiglia e dall’emblematico significato di “colui che dissoda la terra vergineâ€) non solo rappresenta una delle pi๠grandi e significative figure poetiche del Circolo di Jena e del cosiddetto “Primo Romanticismo†(Frà¼hromantik), ma è anche un autore complesso e sfaccettato, la cui vita ha spesso alimentato diverse leggende romantiche e influenzato i suoi scritti in vario modo, specialmente i celebri Inni alla notte in relazione al simbolico trapasso dalla vita alla morte.
Abbiamo dedicato un’introduzione a Novalis e alla sua poetica in questo articolo.
Indice dell'articolo
Inni alla notte: il segreto delle due edizioni

Una delle pi๠famose opere poetiche di Novalis sono certamente gli Inni alla notte, la cui composizione viene spesso associata alla morte prematura della promessa sposa del poeta tedesco, Sophie von Kà¼hn. Questo è sicuramente vero, ma non in maniera assoluta. Infatti, sono molti i temi (le coppie luce/vita e notte/morte, ad esempio), i motivi e le chiavi di lettura (mistico-occultistiche oppure pi๠“cristianeggianti“) che concorrono alla scrittura di questo testo poetico. Degli Inni sono pervenute due diverse redazioni e ciò è molto interessante, poichà© la differenza sta nel fatto che la prima è in versi liberi, mentre la seconda, che è quella che noi leggiamo oggi, presenta uno schema metrico fisso. Ciò è importante perchà© possiamo capire come la prima redazione fosse quella pi๠passionale, scritta quasi per rispondere ad un turbamento psicologico che non poteva essere nà© essere regolato nà© stabilito in una struttura metrica.
Pessimismo e dolore universale
Un luogo comune che deve necessariamente essere superato nella lettura e comprensione degli Inni è senza ombra di dubbio quello legato al pessimismo e al Weltschmerz, ossia al dolore universale di Novalis. Egli non esprime in questo testo poetico un incessante desiderio di morte. Al contrario, l’attenzione è focalizzata sul senso della vita, sul passaggio dalla luce/vita alla notte/morte, dal finito all’infinito, in un’ottica prima particolare poi universale, e in questo modo gli Inni si configurano come una sorta di Vangelo romantico, in cui la figura di Cristo appare come l’unico mediatore tra il tempo e l’eternità :
Ancora tu risvegli,allegra luce,lo stanco al lavoro – mi infondivita gioiosa-però non mi attirilontano dal monumentomuscoso del ricordo.(Novalis, Inni alla notte, IV Inno)
Il senso della vita e della morte in Novalis

Nel VI Inno sono presenti diverse dimensioni legate al concetto di Sehnsucht, ossia un forte e irraggiungibile desiderio: in primo luogo, la coppia notte/morte, espressione del desiderio del poeta di raggiungere il prima possibile, nel sonno eterno, l’amata defunta. In realtà , potremmo dire che questo suo desiderio, anelito, questa sua brama di morire si configuri pi๠come una forza vitale, caratteristica di tutto questo ciclo poetico. àˆ vero che, leggendo i componimenti di Novalis, si ha l’impressione che il binomio notte/morte si opponga a quello luce/vita ma questa antitesi non è altro che una liberazione dall’ansia e dall’angoscia della quotidianità . Tale forza vitale trae origine anche dalla consapevolezza che questo dualismo vita/morte rappresenti sia conclusione sia principio insieme, in una visione non tanto romantica, quanto cristiana, di una vita dopo la morte.
Cristo come mediatore tra la vita e la morte
Nel passaggio dalla vita alla morte, il mediatore è certamente Cristo, che ci fornisce un insegnamento universale. Grazie a lui, infatti, prendiamo coscienza di come sia necessario abbandonare gli affanni della vita terrena e provare Sehnsucht nach dem Tode, ossia desiderio della morte. Tutto ciò non è qualcosa di macabro, bensଠpossiede la forza di chi vede la morte come un’esperienza che dischiude all’uomo la nuova vita.
Pia C. Lombardi
Note
Immagine in evidenza: Edvard Munch, Moonlight, 1895
Bibliografia
Novalis, Inni alla notte. Canti spirituali, Universale economica Feltrinelli