“Sabrina, vita da strega” (Sabrina, the Teenage Witch nella versione originale in inglese) è una serie TV statunitense, riconducibile al genere sitcom e trasmessa in Italia a partire dal 1998.
La protagonista, Sabrina Spellman (Melissa Joan Hart), è un’adolescente che vive con le zie Hilda e Zelda e che, al suo sedicesimo compleanno, scopre di essere una strega. Sabrina si ritrova cosଠcoinvolta in un continuo susseguirsi di situazioni comiche e paradossali che, di puntata in puntata e di stagione in stagione, la portano a trasformarsi da goffa teenager a giornalista di successo.
Le stagioni di “Sabrina, vita da strega”, infatti, sono state ben sette (di seguito la sigla della seconda stagione) e seguono il cambiamento non solo della protagonista, ma anche dei numerosi personaggi che le girano intorno: dalla famiglia strampalata ad amici che non possono conoscere il suo segreto, a fidanzati che ne rimangono involontariamente coinvolti.
Sabrina, vita da strega: gli ingredienti del successo
Il giorno del suo sedicesimo compleanno, Sabrina scopre di essere una strega e di dover vivere con le zie Hilda (Caroline Rhea) e Zelda (Beth Broderick), sorelle del padre, finchà© non avrà imparato a controllare i suoi poteri, poichà© sua madre è una “mortale”, cioè una persona non dotata di poteri magici, e quindi non può aiutarla nell’impresa.
Le due zie non potrebbero essere pi๠diverse l’una dall’altra: Hilda è la scapestrata e pasticciona bambinona di casa, mentre Zelda è una matura e assennata scienziata.
Il quarto coinquilino, però, è un gatto molto particolare, nonchà© uno dei personaggi principali e pi๠caratteristici, Salem.
Mago cattivo che ha tentato di conquistare il mondo, Salem è stato confinato nel corpo di un gatto nero dal “Concilio delle Streghe”, una sorta di tribunale che punisce chi abusa della magia.
Salem può parlare e interagisce con la padroncina, cercando di portarla sulla cattiva strada e contribuendo a combianre disastri che le zie poi devono sistemare.

Per riuscire a ottenere la licenza di strega, la ragazza deve studiare il libro di incantesimi di famiglia e superare le prove che le vengono poste da Quizmaster, una sorte di allenatore magico, al fine di scoprire qual è il segreto di famiglia.
Nelle prime stagioni, Sabrina, però, deve comunque frequentare le scuole superiori, insieme alle amiche, prima Jenny e poi dalla seconda stagione l’insicura Valerie, ma anche insieme all’antipatica e arrogante cheerleader Libby.
Quest’ultima è la cocca del vicepreside Kraft, che prende di mira la protagonista a causa del suo comportamento strambo ma finisce poi per innamorarsi di Zelda. Libby ha anche una cotta per Harvey Kinkle, il fidanzato di Sabrina, un bravo ragazzo un po’ stereotipato ma decisamente tenero.

Libby, Valerie, Kraft, Harvey, Sabrina con zie e gatto e il suo trainer magico Quizmaster.
I veri cambiamenti iniziano dalla quarta stagione di “Sabrina, vita da strega”: la protagonista inizia a lavorare in un bar, in cui incontra l’affascinante Josh al quale si lega soprattutto dalla stagione successiva, dopo la rottura con Harvey, il quale scopre che la ragazza è una strega.
Nella quinta stagione, poi, Sabrina inizia l’università e si trasferisce in un appartamento insieme ad altri studenti: la mascolina e aggressiva Roxie, la svampita Morgan e il nerd Miles.
Tutto sembra andare per il meglio quando la ragazza trova anche lavoro presso un giornale, il “Boston Citizen”, coronando cosଠuna delle sue aspirazioni principali.
Nonostante ora Sabrina sappia gestire i suoi poteri, però i guai (e le risate) sono sempre dietro l’angolo. Lo humor è la sola caratteristica a rimanere immutata negli anni: sempre garbato e “pulito”, non cade mai nel volgare o nel politicamente scorretto.
Dalle prime alle ultime stagioni, invece, l’atmosfera della sitcom muta visibilmente. Il passaggio da un ambiente liceale, pi๠familiare e fanciullesco, cede il passo a uno pi๠adulto, naturalemente diverso. Con il cambiare di set e personaggi, il sapore dell’intero show perde freschezza e si perde in un nostalgico guardare al proprio passato.
“Sabrina, vita da strega” non brilla per originalità . I personaggi sono tradizionali, le situazioni spesso banali e prevedibili. Eppure la simpatia della streghetta mette il sorriso sulle labbra e riesce a far affezionare gli spettatori proprio a quell’imperfezione che rende il suo mondo bizzarro .

Chiara Martino